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La
costruzione della carpenteria (ossatura)
In
ragione della sua modesta lunghezza, la chiglia è formata da due
soli elementi. Un pezzo lungo ed i calcagnoli di prua, assemblati
con uno sfaglio lungo. La ruota di prua (in questo caso tagliamare)
ed il dritto di poppa sono costituiti ognuno da un solo pezzo. Il
loro assemblaggio è rinforzato da guarnizioni: davanti, una
guarnizione riceverà, sopra il calcagnolo, il piede dei forcacci
anteriori, prolungandosi dietro il tagliamare con un controdritto.
Allo stesso modo, una guarnizione e la curvatura del dritto di
poppa riceveranno i piedi dei forcacci di dietro. Infine, un
paramezzale incastrato sulle 24 ordinate (o quinti) più in avanti,
completerà la carpenteria di mezzeria. Lo spessore
dell’assemblaggio chiglia-tagliamare-dritto di poppa è di 7,5
mm in scala 1/24, mentre il paramezzale ha una sezione di 4 x 10
mm.
Le
ordinate sono al doppio (2 x 6 mm), ma non c’è un doppio
madiere. Anche l’ordinata maestra ha un solo madiere che si
prolunga con due scalmi ed un ginocchio con due scalmi su ciascun
lato. L’assemblaggio delle ordinate (quinti) viene fatto per
mezzo di semplici incassi del madiere. In avanti e dietro i piedi
dei forcacci (5 in avanti, 7 indietro) sono alloggiati in incassi
fatti nei due pezzi che raddoppiano i calcagnoli e la parte
posteriore della chiglia. La battura, che bisognerà preparare
prima di installare i quinti sul cantiere, presenta una
caratteristica particolare. È ottenute da una diminuzione dello
spessore della chiglia nella parte superiore avendo così un canto
verticale, mentre nella parte inferiore ha un canto obliquo al
piano orizzontale. Inoltre, la battura è abbastanza alta, in modo
che il torello non vada ad appoggiarsi sulla base dei madieri e
lasci un piccolo spazio triangolare che ha la funzione di canale
degli ombrinali: questa caratteristica è stata accertata dai
vestigi del relitto ed era dunque importante rispettarla.
La
Poppa
L’arcaccia de La Belle non è complicata. Si tratta di uno
specchio di poppa detto “a piatto”, in controtendenza alla
poppa arrotondata del XVIII secolo. L’arcaccia è quindi
composta da due alette che formano le corniere, da un dragante e
da tre traverse orizzontali (barre d’arcaccia o gaisoni). Il
dragante presenta due curvature, mentre le tre barre d’arcaccia
hanno un lieve bolso trasversale. Il dragante poggia sulle
estremità piatte delle alette e le barre d’arcaccia sono
assemblate, tramite le loro estremità, sul canto interno delle
alette. Queste, possono essere considerate a semplice curvatura e
saranno ricavate direttamente da una tavoletta, anche se il
montaggio finale deve tenere conto di una doppia obliquità,
quella dovuta all’inclinazione dello specchio di poppa,
corrispondente all’inclinazione del dritto di poppa e da quella
data dal bolzone traversale dello specchio stesso, provocato dalla
curvatura delle barre d’arcaccia. L’insieme descritto va a
poggiare su una guarnizione che raddoppia il dritto di poppa e
prolunga la costola superiore della curva del dritto. Il complesso
dell’arcaccia potrà essere installato sul dritto di poppa e sul
complesso della carpenteria longitudinale, prima
dell’allestimento del cantiere.
Il
cantiere
Possiamo ora preparare tutti i pezzi di carpenteria, che
necessiteranno di un cantiere per i loro assemblaggio. Il cantiere,
abbastanza classico, è composto da una spessa tavola come
base con due listelli centrali per bloccare la chiglia, due
squadre con un sistema di fissaggio, uno per il tagliamare e l’altro
per il dritto di poppa, e di una tavola sagomata chiamata “di
tenuta”, che avrà la funzione di tener fermo i quinti nella
fase di montaggio. In questo caso, la tavola sagomata, è stata
scelta in base alle forme della carena e corrispondente alla linea
di galleggiamento. Perciò, non ha insellatura e può essere
prevista un pò più spessa (qui 10 mm).
Il cantiere sarà completato anteriormente, da una piccola sagoma
supplementare fissata a livello della testa del tagliamare che
agevolerà il montaggio degli scalmi di cubia, ed il montaggio del
quinto della gru (caposesto di prora).
Per
quanto riguarda l’ossatura di poppa, essa sarà completata con
il montaggio degli scalmi di volta e dello specchio. Questi pezzi
verranno ritagliati dalla stessa sagoma. Essi sono in numero di
otto di cui sei formano una specie di massiccio intorno al foro di
losca che racchiude la testa del dritto ed insieme agli altri due
e alle corniere, andranno a poggiarsi sul dragante, sul quale
saranno incollati e inchiodati. Gli scalmi delle corniere sono un
po’ delicati da costruire in ragione della doppia curvatura del
loro canto laterale. Dovranno essere tagliati un po’ più spessi,
in quanto verranno smerigliati sul loro canto esterno per
allinearli con l’angolo di quartabuono delle ultime ordinate e
plasmare il canto interno, per portarlo al suo spessore definitivo.
Il complesso di questi scalmi sarà tenuto in sede, incollando sul
loro prolungamento superiore, un listello ritagliato e modellato
in modo da aderire sul bolzone trasversale dello specchio. Per
finire il lavoro, gli scalmi saranno tagliati e rettificati per
poter ricevere il pezzo dalla forma più difficile, avente la
funzione di listello del coronamento. Tutte le ordinate, rifinite
e montate e dopo aver sgrossato alla meglio il canto interno,
saranno tenute in posizione da un falso listello, incollato sul
prolungamento superiore esterno dei loro scalmi.
Questo listello verrà sagomato (o ritagliato) per avere una
notevole insellatura e sarà quindi meglio prevederlo abbastanza
spesso (ho utilizzato un quadrello di pino 10 x 3 mm di sezione).
Fatto ciò, possiamo togliere il modello dal suo cantiere ed
iniziare a rettificarlo, pareggiando la linea esterna
dell’ossatura, a meno che non si voglia ripetere la stessa
operazione sull’interno della carpenteria, fase questa, che in
ragione di un accesso scomodo, è la più ingrata di tutto il
lavoro.
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