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Jules
Merlin, vecchio allievo della scuola delle Maestranze e dei
Maestri, velaio nel porto di Tolone aveva come obbiettivo,
nello stendere questo “Trattato pratico di velatura”,
quello di dare una guida all’operaio e al lettore di oggi,
perché egli affronta l’argomento dal punto di vista pratico,
descrivendo in maniera semplice e chiara tutte le fasi
necessarie alla tracciatura, al taglio, al confezionamento e
la riparazione delle vele di tutte le specie di bastimenti.
È per questo che troviamo sia la posizione esatta di
un’imprimitura, di un punto di mura o di un punto di scotta,
sia il modo di tracciare, sul tavolato del laboratorio, una
tenda da pioggia o ancora quello di confezionare della vela
maestra di una tartana.
L’opera che è suddivisa in tre parti, ci fa riscoprire la
realtà delle velerie di una volta e l’autore ci svela le
esperienze e i trucchi della sua arte.
Un capitolo preliminare ci ricorda qualche semplice nozione di
geometria.
La prima parte tratta il piano della vela e ci insegna come
rilevare le dimensioni e tracciare tutte le vele in uso su
tutti i tipi bastimenti: vele quadre (vele di controvelaccio)
ma anche brigantine e vele di goletta, fiocco e loro drizze,
vele di coltellaccio e i loro buttafuori ed infine tutte le
vele di straglio e anche le tende normali e da pioggia.
La seconda parte tratta in dettaglio il taglio delle vele. Più
di cento pagine sono servite per insegnarci questa parte
essenziale dell’arte della velatura. L’autore affronta
successivamente i coltellacci, le vele auriche, controranda,
vele di gabbia, di parrocchetto e vele quadre, poi le vele
curve, compreso le vele latine e fiocco di tartana. Per ogni
vela sono indicati i calcoli e un quadro del taglio che indica
le operazioni da farsi passo a passo.
La terza parte riferisce le operazioni di confezionamento,
ripartizione e modifica delle vele. Anche qui i lavori sono
descritti dettagliatamente: assemblaggio dei ferzi, confezione
dell’orlatura, braca e occhielli, rinforzo e doppiaggio,
banda di animella, posa della ralinga, niente è tralasciato.
In breve, quest’opera sulla velatura va a completare l’insieme
di tutte le conoscenze che abbiamo voluto mettere a
disposizione dei nostri lettori, sia che si tratti di amanti
della marineria antica, che siano marinai, modellisti,
yachtman o semplicemente amanti del mare.
Dobbiamo segnalare una curiosità bibliografica, che senza
dubbio è sfuggita al nostro amico Polak: nella pagina
dell’indice viene addita la presenza di 7 grandi tavole
incise, ma noi ne abbiamo sempre trovate, anche sui quattro
volumi che ci sono passati per le mani, 6 e il confronto con
le figure del testo non fanno apparire nessuna mancanza,
controllando le 27 figure numerate delle tavole.
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