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La
conoscenza sull’artiglieria è indispensabile per capire
l’evoluzione della marina militare, perché tutte le navi da
combattimento non erano altro che piattaforme per l’artiglieria.
Dai cannoni di bronzo del 1636 al servizio di Richelieu, fino
ai cannoni obici da 80 della Paixans, modello 1849, l’evoluzione
è considerevole e ci siamo impegnati a seguirla passo passo.
Dopo lo studio delle canne di ferro e di bronzo, affronteremo
successivamente gli affusti, i sabordi, l’armamento e l’utilizzo
del cannone.
La descrizione delle bocche da fuoco a palla esplosiva, obici,
cannoni obici e mortai, formano un’altra finestra importante
su questo studio, che è completato dalla descrizione della
piccola artiglieria delle coffe e dei bastingaggi (parapetto,
balaustra).
La marina francese confrontata con la sua inferiorità quasi
permanente in rapporto ai suoi avversari, è stata spesso
obbligata a modernizzarsi, a volte con successo, come l’esempio
delle galeotte bombarde alla francese o quello dei cannoni
obici alla Paixans, anch’essi significativi, ma spesso ha
adottato gli usi e le invenzioni della sua grande rivale, la
marina britannica, come dimostrato sull’adozione
generalizzata delle carronate nel 1804, venti anni dopo la
presa dell’Elba e lo scacco agli obici dei vascelli.
Tutte queste evoluzioni sono esposte nella nostra opera.
Essendo gli archivi e i documenti d’epoca di accesso sempre
più difficile, abbiamo cercato di completare le informazioni
per i nostri lettori, presentando loro 94 tavole che vanno ad
arricchire la nostra opera, riproducendo in fac-simile, l’essenziale
dell’iconografia originale degli archivi francesi.
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